Una petizione per salvare centri estetici e parrucchieri

Oltre 12.300 firme in pochi giorni per la petizione lanciata dall’estetista Romina Paludi. Parrucchieri e centri estetici chiedono aiuto al governo: il rischio è quello di non riaprire più.


Romina Paludi, estetista di Roma, ha lanciato su Avaaz.org una petizione per salvare la categoria di parrucchieri, centri estetici, barbieri e tatuatori, che ad oggi conta oltre 12.300 firmatari: “Il rischio è quello di non riaprire più” racconta Romina alla redazione di Estetica.

“La petizione sta raccogliendo molte firme, non credevo di poter ricevere un riscontro così forte. Soprattutto considerando che spesso siamo una categoria dimenticata e purtroppo anche poco unita. L’aspetto positivo dell’emergenza coronavirus, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, è che ci ha unito” commenta l’estetista di Roma.

“In questi giorni sto ricevendo messaggi incredibili, che mi stringono il cuore. Persone disperate che non sanno dove sbattere la testa e come mangiare, e che non potranno rialzare le serrande gravando sul Governo richiedendo i redditi di cittadinanza. Alcuni non hanno potuto comprare l’uovo di Pasqua ai propri figli” racconta Romina Paludi.

“Abbiamo ottenuto una video conferenza di 90 minuti con il senatore Andrea Ostellari. Ci ha detto che girerà le nostre richieste al legislativo per lavorare su possibili proposte di emendamenti” conclude l’estetista.

Cosa contiene la petizione

“Siamo Estetiste, Parrucchieri Barbieri Barber Shop Onicotecnici, Truccatori e Tatuatori, siamo coloro che dedicano con amore e passione il loro tempo ad aiutare donne e uomini di tutte le età a curare il lato esteriore e non solo, molto spesso durante lo svolgimento del nostro lavoro entriamo in confidenza con il cliente facendo quasi un doppio lavoro ASCOLTARE” spiega Romina Paludi nella petizione diretta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per salvare centri estetici e parrucchieri.

“Siamo dal giorno 11 marzo 2020 con le serrande abbassate, i conduttori devono pagare gli affitti, utenze telefoniche, gas e luce, nettezza urbana, leasing, noleggi a lungo termine, costi condominiali.”

Con queste parole Romina Paludi chiede, a nome di tutti i firmatari, l’adozione di misure straordinarie. Ecco quali sono:

  • Sospensione di tutti i mutui, prestiti, noleggi a lungo termine e leasing ai centri estetici e parrucchieri per una durata di 12 mesi sia relativamente alla quota capitale che a quella interessi.
  • Sostegno per gli affitti dei locali in modo che i conduttori possano ricevere direttamente le somme del canone da pagare e chiediamo che vengano stanziate dallo stato al 100% al fine di poterle riconoscere direttamente ai locatori, modificando lo sgravio fiscale del 60% come da decreto precedente che non ha nessun beneficio diretto ed estenderlo anche ai locali con categoria C3.
  • Sostegno al reddito per i titolari di centri estetici e parrucchieri: contributo per i titolari di centri estetici parrucchieri barbieri barber shop onicotecnici e tatuatori a € 1.000 al mese per una durata di almeno e dico almeno 6 mesi.
  • Ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti di centri estetici e parrucchieri: cassa integrazione per i lavoratori dipendenti per una durata di almeno 6 mesi.
  • Esonero pagamento contributi INPS (necessario per almeno 12 mesi).
  • Proroga scadenze fiscali: sospensione e successiva rateizzazione in 36 mesi di tutti i pagamenti fiscali per 12 mesi.

È possibile leggere la petizione completa per salvare centri estetici e parrucchieri su Avaaz.org

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